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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Nuovo blog

Nell'ambito di una riorganizzazione del sito è già operativo da qualche mese il nostro nuovo blog dedicato ai ristoranti del gruppo Amelia, che cercheremo di aggiornare con continuità per non farvi mancare novità, iniziative, ricette e tutto quel che riguarda la nostra ristorazione.
L'indirizzo è www.cucinaveneziana.net , venite a visitarci!
Non mancherà un link anche al mio blog personale che sarà presto on line, con il quale invece continuerò a relazionarmi con voi tutti raccontando del ristorante, ma anche di altre amenità e facezie, come è d'uso in queste situazioni.
Grazie davvero di cuore, intanto, a chi ha seguito il blog di cucinaveneta nel corso di tutti questi anni, tra Molini e Amelia.
Nella foto (di Angelo Recchi) il sottoscritto, dallo sguardo sognante e leggermente alcolico, progetta il suo futuro prima di decidere, tra la altre cose, di tagliarsi i capelli.
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dall'Amelia in Giappone

Eccomi, diritorno dal Giappone.
Esperienza ricca e interessantissima, sia dal punto di vista professionale che da quello personale. Il popolo giapponese mi ha affascinato: è cordiale, comunicativo, organizzatissimo. Trovo che ci siano delle cose da imparare, per quanto certamente anche lì non manchino i problemi, e forse la loro attitudine alla regola e alla formalità, consentendogli pure di vivere molto più fluidamente in situazioni “comunitarie” (a partire dall’azienda in cui lavorano, fino alla stessa convivenza delle famiglie e delle persone nei quartieri e nelle città) lascia scoperte delle zone nelle quali la nostra formazione “all’occidentale” è più adeguata (nell’arte di arrangiarsi, ad esempio). Discorsi lunghi e complessi, da farsi forse tra persone amiche davanti a un bicchiere di vino. Mi vedete in foto con il campionissimo di Sumo Hakuho (la cui notorietà in Giappone è pari a quella di del Piero o Kakà da noi) che ho avuto la fortuna di incontrare a Tokio.
Arigato Gosaimatsu!
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the Third Gourmet & Dining Show, Tokyo

Cliccate su questo link.
Non so se ci capite molto.
In effetti, non ci capisco molto ad oggi neppure io.
Ma spero di capirci presto qualche cosa in più tra poco; non tanto perché imparerò il Giapponese, quanto perché sarò "lì" a Tokyo ai primi di aprile e parteciperò in prima persona al suddetto evento, il terzo “Gourmet & Dining Show”, al quale la trattoria dall’Amelia è stata invitata per lavorare e trasformare i prodotti italiani presenti (qui un link ad una pagina più comprensibile, in inglese).
E’ una iniziativa abbastanza grossa, certamente ce ne saranno delle belle da raccontare.
Sa yo na ra
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Il cerchio magico

E’ un cerchio magico, questo, scavato nel giardino di casa.
E’ una piccola zona dell’orto, fatta a cerchio perché mi piaceva l’idea, ed è magico perché l’ho tentato perfettamente tondo, ma perfetto non è venuto, come tutto quello che normalmente facciamo. L’importante però è tentarlo con lo spirito giusto, e ho cercato di mettercelo. Ho cominciato a scavare in un giorno di terra-radice, se ben ricordo, e ieri che era pure giorno di terra-radice ho aggiunto terra buona e piantato cipollotti; poi derogando alla regola biodinamica (ma sono talmente tante le regole, io sto facendo solo qualche prova e in ogni caso non posso che usarle come traccia indicativa, nell’orto di casa e con semi che neppure sono biologici!) anche zucchine, e papaveri giganti. Ho piantato in vaso anche delle stelle alpine, dovrebbe nascere una piantina che farà fiori il prossimo anno, trapiantata; vediamo un po’ che capiterà. Precedentemente nell’orto avevo piantato carote, barbabietole rosse, piselli e spinacini (che stanno spuntando fuori adesso!). Prometto che non userò fertilizzanti chimici, venga quel che viene.
Destinazione dei prodotti dell’orto, se appunto ne viene fuori qualcosa: la mia cucina di casa, gli amici e semmai il ristorante.
Buon appetito e un saluto contadino a tutti
PS un saluto particolare a Stefano che sono andato a trovare la scorsa settimana a San Miniato
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Lasagnetta con scampi, carciofi, montasio

Lasagnette gratinate con code di scampi, carciofi su crema di montasio ai pistilli di zafferano
Foto di incontri e riunioni, all’amelia, ma anche… si mangia! Ecco foto e ricetta del piatto che verrà proposto in settembre (probabilmente con un adattamento stagionale, considerato che i carciofi non saranno più il prodotto del momento), in collaborazione con l’Associazione Ristoranti del Buon Ricordo e con il Consorzio del Montasio; piatto che potrete trovare già nel nostro nuovo menu proposto per Marzo. Autore del piatto: Antonio Astolfi con il nostro staff di cucina.
Ci piacerebbe conoscere la vostra opinione!
Dosi per 4 persone:
Per la pasta
2 rossi d’uovo
2 uova intere
125g di farina 00
125g semola di grano duro
Per la crema di montasio
¼ l di panna fresca
120g di montasio
Qualche pistillo di zafferano
2 rossi d’uovo
Per la farcia
¼ l di latte
50g di farina
50g di burro
¼ di brodo di pesce
3 carciofi
300g code di scampi
1 spicchio d’aglio
1 rametto di timo
1 porro
1 bicch. di vino bianco
Sale q.b.
Pepe q.b.
Per la pasta disporre la farina a fontana e la semola, unirvi i rossi d’uovo e le uova, impastare il tutto e far riposare.
Nel frattempo unire il latte con il brodo di pesce e portate ad ebollizione quindi unire del roux preparato (mescolando il burro e la farina); far bollire per cinque minuti e aggiustare con sale e pepe a piacere. A parte far saltare in padella le code di scampi pulite con uno spicchio di aglio e il rametto di timo; salare e pepare, quindi bagnare con un po’ di vino bianco. Aggiungere i carciofi puliti e tagliati sottilmente e cuocere per 3 minuti circa. Quindi unire gli scampi ed i carciofi alla farcia precedentemente preparata.
Tirare la pasta all’uovo sottile, tagliarla in fogli e cuocerli in acqua salata. Quindi raffreddarli in acqua fredda e disporli una teglia imburrata a strati, alternandoli ad uno strato di farcia; predisporne almeno 5 strati. Infine gratinare il tutto in forno a 200 gradi per circa 12 minuti.
Preparare la crema di Montasio facendo sciogliere la panna, il Montasio ed i pistilli di zafferano; unire quindi i rossi d’uovo e frullare il tutto con un frullatore ad immersione.
Per la presentazione velare il piatto con la fonduta, quindi disporre al centro un riquadro di lavagnetta e decorare infine con del porro fritto o una vela di frico di Montasio.
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In Cod We Trust

In Cod We Trust!
Ecco i prodi ristoratori dello stoccafisso (Cod, in inglese) mantecato, riuniti in sessione plenaria addì primo di marzo, presso la sede ufficiale trattoria dall’Amelia, riuniti dai due savi di Bocca Franco Favaretto e il sottoscritto, e assieme al Doge Gianni Caprioglio, al Gastaldo Lorenzo Pavan ed al Cerimonier Grando Ermanno Tagliapietra, rappresentanti tutti la Dogale Confraternita.
Siamo orgogliosi di avere riunito da noi la crema della ristorazione dedita allo stoccafisso (e parlare di crema, nel caso del mantecato, è quanto mai appropriato...), riassunta nel nostro sito internet, qui, e qui di seguito elencata: trattoria dall'Amelia, Baccalà Divino, Da Franco, Vecia Brenta, San Martino, Laguna, Barchessa Ai Molini, Vecio Fritolin, da Moro, Marco Polo, da Paeto, dalla libera, Wagner, il burchiello, da Palmerino, da Pulliero.
A presto i nuovi ingressi, a prestissimo gustose iniziative.
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Cucina di Storie

Cucina di Storie è il corso di narrazione che Annalisa Bruni propone dallo scorso anno nei nostri locali (nel 2006-2007 all’amelia, in questa stagione a la Vida Nova) e che lo scorso anno ha consentito di dare alle stampe un bel libro (che sia un bel libro non sono solo io a dirlo o gli autori, l’hanno confermato anche molti lettori ormai!), che potrete acquistare richiedendo in rete, presso i nostri ristoranti o presso le librerie Feltrinelli e Don Chisciotte di Mestre.
Oggi abbiamo anche il nuovo sito dell’associazione RistorArti, nel quale potrete trovare informazioni riguardo al corso e al libro, oltre ad altre informazioni e novità. Nella foto il buon Stefano Brugnolo istruisce gli aspiranti scrittori.
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L'allegra brigata del mantecato

Ospiti della gioiosa macchina da guerra dei Bacalà Club della Confraternita Venerabile vicentina (della quale la nostra trattoria dall’Amelia, immodestamente, pure fa parte), il 23 febbraio la confraternita del baccalà mantecato ha partecipato alla grande festa tenutasi presso la fiera di Vicenza.
Gloria ai nostri amici ristoratori (due li nominiamo tra tutti: Antonio Chemello di da Palmerino e Mario Baratto di da Remo. Gli altri poi li trovate qui) che hanno preparato per 450 ospiti con professionalità e competenza un menu a base di … bhé non ve lo dico. Immagino che indovinerete.
Nella foto la rappresentanza eletta del Consiglio dei Savi della nostra Dogale Confraternita del baccalà mantecato: il Doge Arch. Gianni Caprioglio, il Savio di Bocca Franco Favaretto di Baccaladivino (che ha preparato per la serata, tra l’altro, l’ottimo mantecato di apertura), il Gastaldo Lorenzo Pavan, la Savia di Penna Manuela Caprioglio. L’altro Savio di Bocca, il sottoscritto, era dietro alla macchina fotografica, e quindi non lo vedete.
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Oggi c'è nebbia e sono un po' distratto

Parole metereopatiche
L’arrivo di un’insalata di parole
mi dice di qualcosa che sarà.
Parole di qualità metereopatica
insinuanti tra pieghe del discorso,
pure parole che scivolano sul dorso
delle cose, così facendosi liscie ed oleose;
parole infine che, siccome suole, ad ornare elle s’apprestan,
come mazzolin di rose fuor di stagione (e viole?)
il petto e il crine.
Ecco, proprio così: tra le invernali brine.
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la locandiera

Cari amici del blog,
scusate, ma insisto con informazioni sul nostro servizio di catering e banqueting, che tante soddisfazioni ci sta dando ultimamente. Ecco per voi il ritratto di Lucilla, nei panni di una perfetta locandiera dal sapore decisamente goldoniano. Il nostro catering si è svolto a Palazzo Zen in venezia con abbondanza di cibi e mangiari della tradizione, non mancando mai certamente, signore e signori, il nostro gustosissimo baccalà mantecato, di cui vi linkiamo, a proposito, a cotanto
SITO
di novella fattura e pubblicazione.
E ovviamente neppure mancavano le sarde in saor, che vengono così evocate dal commediografo veneziano: “Grillo, senti fio mio, tolé la sportelletta, voggio che andé da bravo a farme na spesetta. In pescaria ghe xé del pesce in quantità (…) Un poche de sardelle vorrai mandar a tor, per cucinarle subito e metterle in saor…”..
E tante graxie a voialtri siòre e siòri, ciò.
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