L'Amelia e i Boscarato: un ristorante di famiglia

Mara_e_Dino

Quasi figlio d'arte, Dino Boscarato gestiva con la famiglia un piccolo albergo di montagna, il “Cima Belprà” a San Vito di Cadore (attualmente gestito dal nipote di Dino Bruno) avrebbe dovuto diventare l'ingegnere di famiglia, e si era perciò iscritto all'Università di Padova, ma evidentemente non era questo il destino che lo attendeva: dopo un breve periodo di gestione di un albergo a San Vigilio di Marebbe, in Alto Adige, rilevò il primo ottobre 1961 una osteria con stallazzo, a quel tempo già abbastanza conosciuta nel circondario come trattoria di campagna, e gestita a partire dal lontano 1925 da una certa signora Amelia.

Comincia qui la storia della famiglia Boscarato nel ristorante di Mestre: Dino lasciò immutato il nome Amelia e la denominazione di trattoria, ma cominciò a trasformare gradualmente quella che era una umile trattoria di campagna in un elegante ristorante.

Nel 1966 Dino si sposa e inizia a collaborare nella gestione anche la moglie Mara (nella foto con Dino), che si è occupata in passato anche della pasticceria; in tempi più recenti hanno cominciato a collaborare con l'azienda i figli Marco e Diego, con la moglie du quest'ultimo Susanna.

Parallelamente alla notorietà del locale sono cresciuti anche gli impegni professionali di Boscarato nel mondo enogastonomico, in particolare nel settore del vino: è stato infatti presidente dell'A.I.S. (l'Associazione Italiana Sommelier) dal 1981 al 1989, e presidente dell'A.S.I., l'Associazione Internazionale dei Sommelier dal 1987 al 1990; attualmente riveste la carica di fiduciario del Veneto ed è presidente onorario dell'A.I.S. e dell'A.S.I., l'associazione Internazionale, a riconoscimento di un lavoro che ha portato l'Associazione all'aumento negli anni del numero di iscritti e dell'importanza nell'ambito del mondo produttivo dell'enogastronomia.

 

La storia professionale del patron Dino prosegue a Venezia, dove erano stati aperti negli anni '90 altri locali che avevano conseguito un ottimo successo di pubblico e di critica gastronomica, e a Mirano, nell'entroterra veneziano, dove all'interno di un'antico molino risalente al 1400, per quasi venti anni, in due diverse riprese, la famiglia Boscarato offre la propria proposta di cucina dell'alto Adriatico e di laguna. 

 

Il ristorante in questi anni ha partecipato con successo a vari concorsi di cucina: Oscar della Cucina, Cuoco d'oro, Fogher d'oro, Padella d'oro, ed altri ancora; sono numerosi i riconoscimenti che l'Amelia ha conseguito nella sua storia decennale; ha ricevuto tre attestati di benemerenza dell'Accademia Italiana della Cucina, ha ricevuto il trofeo dell'Expo CT di Milano nel 1975; ha inoltre rappresentato la cucina veneta in numerose occasioni, in Italia (Roma, Milano, Genova), ed in Canada, a Parigi, per tre volte a New York (1986, 1988 e 1991) su richiesta dell'Italian Wine & Food Institute, ad Houston, a Bordeaux su incarico dell'Istituto Italiano per il Commercio con l'Estero all'esposizione internazionale del vino nel 1989 e 1991. Sono state inoltre numerose le occasioni avute dall'Amelia di servire personaggi famosi dell'arte, dello spettacolo, della politica e non solo, a partire dal Papa Giovanni paolo II°, che l'Amelia ha avuto l'onore di servire a Lorenzago di Cadore nel Luglio 1987, continuando con i sette capi di stato dei paesi più industrializzati, serviti in occasione del Summit 1987 a Venezia, a Palazzo Grassi; alle tavole dell'Amelia si sono seduti il “presidentissimo” Sandro Pertini, Giorgio De Chirico, Renato Guttuso, Jorge Luis Borges, Euvgej Evtusenko, Pier Paolo Pasolini, Erza Pound, Aldo Palazzeschi, Maria Callas, Walt Disney e numerosissime altre illustri personalità, le cui firme e dediche sono tutte conservate in poderosi libri, che costituiscono uno dei motivi d'orgoglio del locale.

Dino Boscarato è scomparso nel 2004, ma la trattoria dall'Amelia continua la sua ormai lunga storia e tradizione; oggi è seguita personalmente da Diego Boscarato con la moglie Susanna, aiutato sempre dalla mamma Mara, che accoglie i clienti all'ingresso, e dal fratello Marco, che ha iniziato nuove avventure professionali nel mondo della coltivazione e trasformazione biologica, con l'azienda agricola Costadilà.